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politically-scorrect
10 dicembre 2006
IO STO CON ISRAELE
Questo post inaugura "Politically scorrect", un blog dedicato a tutto ciò che circonda la politica italiana ed internazionale. Per iniziare ho scelto un tema molto spinoso e controverso, l'atteggiamento iraniano nei confronti di Israele e del suo popolo.

Lunedì e martedì si terrà a Teheran una "Conferenza sull'Olocausto", tema che sta molto a cuore al Presidente Ahmadinejad. Riferisce l'ambasciata iraniana a Roma che avranno spazio sia le tesi che negano sia quelle che riconoscono la Shoah. In realtà sarà l'ennesima occasione per ribadire che mai eccidio, pulizia etnica, ci fu. Nella perversa mente del capo di Stato asiatico, infatti, ciò che accadde dal 1939 al 1945 fu una gigantesca montatura sionista. Certo, le immagini in bianco e nero ritraenti anziani, donne, bambini e uomini un tempo robusti, sarebbero finte. Vedere quegli scheletri viventi vagare con la rassegnazione stampata sugli occhi è pura fantasia dello stupido occidentale succube dell'ebreo errante e plutocratico. I sei milioni di morti, fucilati o passati nelle camere a gas dei lager sparsi nel cuore d'Europa non sarebbero altro che scenografie teatrali.

Io sono convinto che bene abbiano fatto le cancellerie del mondo civile e democratico a rigettare con indignazione l'invito a partecipare a questo teatrino, innalzato unicamente per aumentare il volume della voce di chi vuole che Israele, unica democrazia in Medio-Oriente, sparisca dalla faccia della Terra. E da ultimo, non posso che provare disgusto (da studioso di storia e politica internazionale) per quegli storici (che definire tali è già un'impresa) che da 67 Paesi accorrono a Teheran per baciare la pantofola di uno dei pochi che ancora li ascolta.

Come documento, ritengo sufficiente ricordare a tutti quanto scrisse Primo Levi in "Se questo è un uomo":

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case.
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna.
Senza capelli e senza nome
Senza più forze di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.








permalink | inviato da il 10/12/2006 alle 23:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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