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11 dicembre 2006
ALLA FACCIA DELLA REGOLARITA'...
Mi sono imbattuto nel resoconto stenografico della Giunta per le elezioni del Senato che, il 14 novembre scorso, ha ascoltato il dottor Claudio Fancelli, presidente dell'Ufficio centrale per la circoscrizione Estero. Ovviamente, i grandi giornali non hanno riportato una riga su quanto affermato dal Fancelli. Io vorrei proporvi qualche frase presa dal Resoconto stenografico che comunque potete leggere integralmente sul sito del Senato.

Ecco le dichiarazioni di Claudio Fancelli:

"...Pur senza citare alcun Paese in particolare, va considerato che esistono realtà in cui all'ufficio postale ci si reca a dorso di mulo o di cammello! Vi sono quindi situazioni in cui il materiale elettorale è in mano a persone difficilmente controllabili, laddove quello relativo alle elezioni che hanno luogo in Italia è invece accompagnato passo dopo passo da Carabinieri, Forze di polizia, Esercito: tutti sono mobilitati e non si sposta una scheda se non in presenza delle Forze dell'ordine. Ripeto, tutto questo nelle elezioni che hanno luogo nella circoscrizione Estero non avviene."

"...Vi è poi l'ultima fase, la più delicata, che penso sia anche quella che interessa principalmente la Giunta, ovvero la fase dello spoglio e dello scrutinio delle schede, che non è paragonabile a quella delle elezioni in sede nazionale, perché la situazione è completamente diversa. Ad esempio, abbiamo due verbali distinti per Camera e Senato, ma a differenza di quanto accade nelle elezioni nazionali, in cui vi sono due verbali distinti e due urne, l'una per la Camera e l'altra per il Senato, in questo caso le urne sono divise per consolato. Viene aperta la busta grande che reca al suo interno una busta piccola sigillata, contenente le schede, ed il tagliando del certificato elettorale. Si fa il riscontro del tagliando sugli elenchi degli elettori, quindi la busta viene inserita nell'urna del consolato, indifferentemente per la Camera o per il Senato, dato che se l'elettore ha più di 25 anni, la busta contiene tutte e due le schede. Questa è già una prima grande differenza".

"I componenti del seggio che hanno esperienza di elezioni in sede nazionale e pensano, anche con un po' di presunzione, di affrontare queste elezioni con lo stesso criterio, si trovano a disagio. Si trovano di fronte ad una quantità di buste che ad un certo punto diventa una marea, perché una volta aperte le buste grandi, si passa all'apertura di quelle piccole e tutte le buste vengono buttate per terra, creando una montagna di carta che non finisce più. Potete immaginare quello che può essere. Abbiamo distribuito sacchi e quant'altro per ripulire un po', ma diversa è stata la gestione tra i vari seggi".

"Come ho detto, la busta grande conteneva il tagliando del certificato elettorale e una busta piccola sigillata, con una o due schede. In questa fase, si possono verificare varie situazioni di preannullamento che non esistono in sede nazionale. Ed è stato proprio il preannullamento a creare la maggior parte delle discrasie e disfunzioni nel conteggio e nella quadratura. Tra schede votate, schede nulle, schede annullate, schede preannullate e voti nulli quei poveracci non ci hanno capito più niente e, alla fine, hanno buttato i numeri così, come sono venuti.

"Per noi il dato effettivo, sicuro, che diventava il punto di riferimento era alla fine la tabella di scrutinio, contenente l'assegnazione dei singoli voti. Infatti, abbiamo potuto ricostruire quale fosse l'effettiva situazione dei dati prevenuti".

"Dobbiamo poi procedere all'esatta trascrizione dei dati dai verbali di sezione; ciò vuol dire che dobbiamo fare operazioni di quadratura dei vari paragrafi del verbale stesso e anche di correzione di errori materali e di calcolo. [...] Apportiamo correzioni se vediamo, come è successo, che in certe liste non è stato riportato l'ordine dei Partiti come indicato nel manifesto. A dire la verità, vi era l'obbligo di scrivere la denominazione del partito, quantomeno in estrema sintesi; invece, in diversi verbali si sono limitati a scrivere il dato dei voti ottenuti in corrispondenza dei numeri (1,2 e così via). Nel leggere questi verbali, se ad un certo punto notavamo che sul manifesto, al numero 2, corrispondeva una lista che non ha mai preso voti, mentre al verbale risultava che ne avesse presi 600, ci allarmavamo e andavamo a controlare le tabelle di scrutinio, dalle quali magari risultava che che la lista numero 2 non aveva preso alcun voto e che quei voti erano di Forza Italia o dell'Ulivo. I dati erano corretti, ma attribuiti in un ordine non corretto".

FINE PRIMA PARTE...MA CREDO POSSA BASTARE PER ORA...





permalink | inviato da il 11/12/2006 alle 14:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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