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13 dicembre 2006
TRASHCRONACA: UNA MATTINATA AL SENATO
Stamane, puntuale, mi sono collegato a Sky per seguire il dibattito sulla legge Finanziaria. Come ricoderanno i cari lettori, il Governo avrebbe dovuto presentare il maxi emendamento alle ore 12; invece il tutto è stato posticipato alle 15 tra le grida di un eccezionale e in splendida forma senatore Ferrara (Forza Italia) ed un Franco Marini in crisi. Iniziamo la trashcronaca, senza mancare di rispetto all'istituzione, ci mancherebbe.

E' una mattinata come tante altre, si inizia a discutere sull'ordine dei lavori, l'udiccino Eufemi esige che una tabella sia allegata al resoconto della seduta, si ricorda che Visco ha osato mettere in discussione la curva di Laffer; il senatore Ferrara (un mito, ve lo assicuro) protesta vibratamente, dicendo testuale:

" Signor Presidente, dicunt i media, per fare una citazione latina, che il Consiglio dei ministri ieri ha deliberato di porre la questione di fiducia sulla manovra finanziaria. Dicono anche, gli stessi giornali, la televisione, e si dice nei Palazzi e per strada, che il Governo sta ancora elaborando il testo del maxiemendamento. A questo punto, si tratterebbe di un ulteriore affronto al Parlamento che la prego di accertare perché con grande enfasi, e non con un Consiglio volante, è stata posta la fiducia su qualcosa che ancora non c'è. E allora, signor Presidente, visto che non mi sembra più una cosa seria, ma comica, la potremmo mettere così, ricordando Totò, nel senso che mi sembra si sia trattato di una fiducia «prescindendo». Applausi dei colleghi vicini, a cominciare dal dentista Calderoli, che non riesce a trattenere risatine. E via così, tra dichiarazioni varie, parole di circostanza dei signori della sinistra (copyright Berlusca). Ma il meglio viene quando, uscito di scena Marini, al soglio presidenziale assurge Mario Baccini, il "signore delle tessere udc nel Lazio". Chiede di intervenire il leader del pannoloni-group, l'unico che con le sue stravaganze anima il tavolo degli ad vitam, che mai come in questa legislatura avevano varcato le porte di Palazzo Madama, peraltro senza mai aprir bocca, se non per sbadigliare...ancora suscita clamore a tal proposito ciò che Roberto Calderoli, qualche mese fa, disse durante un suo turno di vicepresidenza: "Colleghi, fate meno casino...lo sapete che questa è l'ora del riposino per il senatore Colombo". Tornando all'attualità, avrete già compreso come il capo dei pannoloni (copyright Vittorio Feltri) sia il Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga da Sassari, alias Gattosardo (copyright Dagospia). Ebbene, in poche parole, il nostro Cossiga riesce a risvegliare menti intorpidite dal riscaldamento dell'aula, riesce a far alzare di qualche millimetro la testa della Montalcini, totalmente appoggiata sull'esile spalla dell'illustre Nobel. Per farla breve, ecco, sempre dallo stenografico del Senato, ciò che ha detto il senatore:

O rei del Senato, Francesco Cossiga

Signor Presidente, dichiaro di votare contro l'articolo 8 relativo al Ministero dell'interno per protesta contro il Ministro dell'interno che, offendendo me e in me il Senato, non ha risposto alle mie interrogazioni, ma mi ha fatto rispondere attraverso il vero Ministro dell'interno che è il Capo della Polizia, attraverso un oscuro funzionario suo servitorello, capo di un sindacato inesistente di cui il Capo della Polizia si è servito per cercare di fiaccare i sindacati veri.

Una di queste interrogazioni era particolarmente delicata perché con essa chiedevo al Ministro dell'interno se il Capo della Polizia - che sa tutto - sapesse dell'azione, per la quale ho denunziato la procura di Brescia e per cui è in corso l'inchiesta di quella stessa procura, di spionaggio sulle persone, sulle sedi e sulle comunicazioni telefoniche del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare e, se sapendolo, ne abbia informato il Ministro dell'interno dell'epoca.

Se ha detto di non sapere è, come capita sempre, il prefetto De Gennaro un grande mentitore, e se sapeva e non ha informato il Ministro dell'interno, è un infedele.

Voto contro finché a quel posto ci sarà un losco figuro come il prefetto De Gennaro, servitorello della Federal Bureau Investigation, al quale ha fatto sporchi servizi, perseguitando nel processo di Palermo uno degli uomini più importanti del partito di cui io mi sono onorato di appartenere: la Democrazia Cristiana. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Valentino).


Gelo in aula. La Montalcini, pur seduta a fianco di Cossiga, ha la necessità di farsi riportare le parole dell'ex capo dello Stato dalla senatrice Albertina Soliani (Ulivo), soprannominata "senator-sitter" da Gustavo Selva. Tutti i capigruppo prendono la parola, tutti con frasi di sostegno alla richiesta cossighiana, senza ovviamente osar alzare un minimo di sospetto sull'operato del Prefetto De Gennaro. Tutti parlano, tutti proclamano, tutti si indignano.

E il primo ad indignarsi, Cossiga, che fa? Secondo voi, cosa può aver fatto l'offeso senator Francesco Cossiga nella votazione seguente? Ha votato compatto al resto della sinistra, naturalmente.




permalink | inviato da il 13/12/2006 alle 14:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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