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politica estera
19 dicembre 2006
IRAN, DOVE SONO FINITI?

La liberta' di parola in Iran è un diritto che spetta ai negazionisti, ac coloro che possono discettare dell'Olocausto mai esistito. La libertà di parola certo non spetta a quegli studenti che, in un moto di coraggio, hanno affrontato Mahmoud Ahmadinejad nel giorno dell'inaugurazione della conferenza "negasionista", gli hanno , gli hanno sventolato sotto il naso il cartello "morte al tiranno" e gli hanno pure lanciato una scarpa, affidandosi soltanto al passaparola, l'unico non intercettabile dai tanti infiltrati dei pasdaran e delle Guardie della rivoluzione per mantenere sotto controllo le proteste. Tutto a volto scoperto. La libertà di parola non spetta a questi studenti, che ora vivono nella paura, costretti a tornare "underground" per non finire nelle mani degli uomini di Ahmadinejad, che sono capaci di tutto, come dimostra quel che è successo al capo della "rivolta degli autobus", la cui irriverenza fu punita passandogli un rasoio sulla lingua.
La libertà di parola non spetta agli studenti di Teheran. Per loro, per la loro incolumità fisica (di tre-quattro di loro non si hanno più notizie e si sospetta siano detenuti nella prigione di Evin, sezione 209,la camera della tortura), per sostenere il loro coraggio,

GIOVEDI' 21 DICEMBRE ALLE ORE 20.00
è stata organizzata una manifestazione a Roma, sotto l'Ambasciata iraniana. I promotori appartengono a tutte le maggiori forze politiche, di destra e di sinistra.

Questo blog aderisce moralmente all'iniziativa




permalink | inviato da il 19/12/2006 alle 17:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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