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politica estera
20 dicembre 2006
IN FUGA I GIOVANI DI TEHERAN, ALL'AMBASCIATA QUELLI DI ROMA
Anche oggi un articolo sulla manifestazione che si terrà domani alle ore 20.00 sotto l'Ambasciata d'Iran, in via Nomentana 361 a Roma.Ill pezzo che propongo ai miei cari lettori è tratto da Il Foglio.

Roma. B è partito all'alba e non sa quando tornerà. I vigilantes di quartiere hanno già organizzato i turni per stanare i mercenari. Bussano porta per porta, la prossima potrebbe essere la sua. Si intrufulano nei caffé e vagano negli internet point. Minacciano i compagni nei dormitori e rubano brandelli di conversazioni. Quattro ragazzi che gridarono "morte al dittatore" contro il presidente Mahmoud Ahmadinejad sono scomparsi. Per gli altri si prevedono procedimenti penali e la prigione, espulsione dall'ateneo e provvedimenti disciplinari. Se va bene. In Iran la repressione arriva a ondate e questa rischia di essere una delle peggiori. Per B. è il battesimo di fuoco.
Nel '99 era troppo giovane, nel 2003 marciava stretto tra mamma e papà. Questo è il suo momento e non ci sono santi cui votarsi. Nel '99 si poteva invocare Mohammed Khatami, nel 2003 l'indignazione della comunità internazionale. "Oggi i rifomisti superano Ponzio Pilato-Khatami e ci condannano per oltraggio al presidente". Quanto alla durata dello scandalo all'estero, B. dice che é meglio non illudersi: "Quando vedi che gli amici scompaiono nel nulla, quando rischi la pelle e scrivono che eravamo "pochi", quando le democrazie pensano agli affari e i soloni della stampa descivono le magnifiche adunate organizzate come prove di consenso al regime, quanto vuoi che duri?". Da tre giorni M. non ha notizie di sua figlia. S. non ha partecipato alla protesta all'Amir Kabir, ma é considerata una nemica del regime. Parla come non dovrebbe parlare una timorata figlia della Rivoluzione. "Le ho chiesto di smetterla - dice M. - le ho detto che loro sono più forti di noi. S. mi ha risposto che la paura mi ha accecato i sensi, dice che il paese è vivoo come il Simorgh": E' una magia degli iraniani trovare nell'ora dell'inquietudine, quando la ragione consiglia la fuga e il conformismo il silenzio, un posto alla poesia. Nel poema di Attar uno stormo di uccelli parte alla ricerca del mitico Simorgh. Soltanto trenta arriveranno a destinazione e allora si renderanno conto di essere essi stessi il Simorgh.
I ragazzi che protestano sono già un altro Iran possibile, come il Simorgh. Per questo altri giovani in Italia hanno organizzato la manifestazione di domani sera. (...)

tratto da http://www.ilfoglio.it






permalink | inviato da il 20/12/2006 alle 20:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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