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politica estera
30 dicembre 2006
NESSUNO TOCCHI ABELE

Leggo con stupore, anche su questa piattaforma, post che gridano allo scandalo, alla vergogna per l'esecuzione della condanna a morte decisa lo scorso 5 novembre da un legittimo tribunale iracheno. C'è chi parla di scempio, c'è chi stende epigrafi per il vecchio satrapo assassino. Qualcuno si chiede se impiccare Caino sia il modo migliore per importare nello sciagurato Iraq la democrazia. Sono interrogativi legittimi, per carità. Io però non riesco ad avere pietà per Saddam Hussein Al-Tikriti. Nessuna pietà. Ho appena visto le sequenze (tagliate peraltro) dell'esecuzione trasmesse dalla tv Al Iraqia e non hanno destato in me alcuna emozione, alcun sentimento.  Ho visto morire un despota, un tiranno, un uomo su cui pende la responsabilità della morte di migliaia e migliaia di poveri uomini, donne, bambini ed anziani. Un uomo che per trentacinque anni ha sottomesso popoli diversi per cultura, credo religioso e costume alla sua cruenta tirannia. Perché si dovrebbe avere pietà di uno così? Io ho sempre pensato che prima di difendere Caino, noi tutti dovremmo avere parole per Abele, la vittima. Che mondo è questo, se tutti (o comunque molti) vanno in delirio per difendere il Caino della circostanza, l'assassino? No, io sto con Abele, l'innocente. E allora dico, che nessuno tocchi Abele. Caino poteva pensarci prima a fare quello che ha fatto. 



permalink | inviato da il 30/12/2006 alle 10:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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