Blog: http://politically-scorrect.ilcannocchiale.it

PRODI E LA FIDUCIA PANNOLONA

             


"Senatori presenti 320; senatori votanti 319; maggioranza richiesta 160; favorevoli 162; contrari 157; il Senato approva". Con queste parole il lupo marsicano, altrimenti noto come Franco Marini, Francesco Marini, A Fra', ha chiuso la squallida manfrina che ha portato il nostro Esecutivo a porre la questione di fiducia. I senatori eletti erano tutti presenti, mentre erano assenti due ad vitam: Giulio-Belzebù- Andreotti e Sergio Pininfarina, che ormai da mesi e mesi é desaparecido a Palazzo Madama. L'opposizione (maggioranza nel Paese) era presente con tutti i suoi effettivi: in gran forma il senatore Ferrara, che a rischio infarto gridava "Bugiarda! Bugiarda!" all'indirizzo di Anna Finocchiaro, così come la sparuta pattuglia leghista, sempre godibile nelle sue esternazioni. Favoloso il Castelli che dice: ".Senatore Ciampi, vedo che è presente: senta, mi può spiegare perché ha detto che vota questa finanziaria che ha 1365 commi quando due anni fa minacciò di non firmare la Finanziaria Berlusconi che di commi ne aveva 600? Ovviamente la ragion politica viene prima, la coerenza dopo". Ciampi ascolta incollato all'auricolare (di cui sono ora dotati tutti i pannoloni) e sorride.  Godibile anche l'intervento di Altero Matteoli, così come quello di Cutrufo, inventore di uno degli slogan della Manifestazione del 2 dicembre ("Prodi trema, torna la Balena"). In mattinata, a contornare gli efficacissimi interventi del senatore Sacconi e della sempre elegante senatrice Alberti Casellati, c'è stato anche il discorso da tribuno della plebe del senatore Massidda (Pri-Dc- Mov.per l'aut), che lamentava "la decurtazione del fondo per talassemici" e urlava a livello-ultrasuono improperi verso l'assente Ciampi". Bravo e simpatico. Al tavolo del Governo arriva Padoa Schioppa, la Casellati lo saluta "Benvenuto Ministro, lei è la prima volta che viene in Senato": lingua biforcuta da prof universitaria qual è la senatrice forzista, ma ben ha fatto. Il ministrone, a dir la verità, è più interessato ai libricini sulla storia di Palazzo Madama che come di consueto sono disposti sui banchi dell'aula. Prodi giunge in aula solo per sentire parlare TPS, che completamente fuori dal Mondo asserisce che "nella manovra ci sono importanti elementi di federalismo fiscale". Mugugni scontati dai senatoroni padani. Pensate se in questa legislatura ci fosse stato lo "storico" Erminio Boso... o magari Borghezio, uno che ha avuto il coraggio di sventolare la bandiera con il Sole delle Alpi all'Europarlamento mentre Ciampi parlava dell'Euro!!!! Anche oggi il gattosardo (Dagospia appellavit) ha dato prova delle sue grandi capacità istrioniche con un discorso che negli anni a venire rappresenterà un cult. In sostanza ha detto che vota la finanziaria senza sapere cosa vota, altrimenti il Governo cadrebbe. Poi Cossiga tira fuori il discorso del riconteggio delle schede (come i cavoli a merenda) e dice "cosa volete, che un domani l'amico ministro della difesa porti qua dentro i granatieri di Sardegna?". Molti sorridono, altri applaudono per rispetto alla carica e alla figura dell'ex capo dello Stato, animatore del Senato degno di un villaggio turistico. E' lui l'anima del nostro gruppo preferito, quel pannoloni-group che rende ogni voto al Senato un concentrato di ilarità, scherno, simpatia, affetto e polemica. Se non ci fossero loro, attaccati all'auricolare, se non ci fosse la senator-sitter Soliani, se non ci fossero le loro contraddizioni, le loro minacce, il nostro Senato non sarebbe lo stesso. Non sarebbe un caso unico al Mondo.

Pubblicato il 15/12/2006 alle 22.14 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web